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la leggenda dell'isola di ogigia



Secondo il racconto dell'Odissea di Omero, la Ninfa Calipso era figlia di Atlante e viveva sull'isola di Ogigia, che gli autori pongono nell'Occidente mediterraneo. Un giorno Ulisse, scampato al vortice di Cariddi, approdò sull'isola e Calipso se ne innamorò. L'Odissea racconta come ella lo amò e lo tenne con sé per dieci anni offrendogli invano l'immortalità, che l'eroe insistentemente rifiutava. Ulisse conservava in fondo al cuore il desiderio di tornare ad Itaca, e non si lasciò sedurre. Calipso abitava in una grotta profonda, con molte sale, che si apriva su giardini naturali, un bosco sacro con grandi alberi e sorgenti che scorrevano attraverso l'erba. Ella passava il tempo a filare, tessere, con le schiave, anch'esse ninfe, che cantavano mentre lavoravano. Le lacrime di Ulisse vennero accolte da Atena, la quale, dispiaciuta per il suo protetto, chiese a Zeus di intervenire. Il dio allora mandò Ermes per convincere Calipso a lasciarlo partire e lei a malincuore acconsentì. Gli diede legname per costruirsi una zattera, e provviste per il viaggio.

 

Altri storici ritengono, inoltre, che proprio in queste acque vi sia sepolta l'intera flotta di Dionisio il Vecchio che affondò nel 377 a.C. Le 300 navi da guerra della grossa spedizione, che Dionisio mandò per sconfiggere Thurio, arrivate presso la costa, inspiegabilmente andarono a picco. Per i Thurini, sulle navi di Dionisio, si era abbattuta l'ira del dio Borea. In realtà le navi incapparono nei frangenti creati dall'isola di Ogigia ovvero il Banco di Amendolara.

Foto: Arnold Böcklin, Ulisse e Calipso, 1883, Musée d'art de Bâle