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Il relitto del geniere IL CACCIATORPEDINIERE CHE AFFONDO DUE VOLTE


Il Geniere era una unità da battaglia di ben milleseicentoventi tonnellate di stazza, che diede il suo contributo alla Regia Marina alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Dopo tante missioni, il cacciatorpediniere si trovava nel bacino di carenaggio del porto di Palermo assieme ad altre unità minori per alcuni lavori di manutenzione. Il primo marzo del 1943 ci fu un'incursione aerea nemica e alle ore 14,30 una prima ondata di cacciabombardieri angloamericani fece cadere cinque bombe nel bacino, provocando numerose falle nell'opera viva della nave, che sbandò su un fianco e dopo un'ora affondò. Il Geniere fu recuperato dopo l'armistizio e rimorchiato a Taranto nell'Aprile del 1944, ma durante la navigazione di trasferimento affondò di nuovo a poche miglia da Capo Spulico. Le circostanze del naufragio non furono mai chiarite completamente, anche se probabilmente dipesero dal lungo traino in un mare formato che riaprì le vie d'acqua. Il relitto è ora adagiato sul fondo a 37 metri di profondità, mentre le sovrastrutture arrivano sino a 29 metri. Lo scafo è quasi integro ed in assetto di navigazione, con la prua maestosa puntata verso Sud: è ancora ben visibile la grande stella in rilievo montata sul tagliamare, simbolo della Regia Marina. Le lamiere sono interamente ricoperte di ostriche e altri bivalvi, e ciò è abbastanza strano in quanto una simile situazione si riscontra, di solito, in relitti ben più profondi di questo. La fiancata di dritta è semi sepolta nel fango, mentre quella di sinistra e quasi completamente ricoperta da bellissime spugne gialle (Aplysina aerophoba).

Inutile dire che qui le cernie vi abitano stabilmente. Le più diffuse sono le cernie brune (Epinephelus marginatus) e le cernie dorate (Epinephelus alexandrinus), queste ultime comuni solo nei bacini meridionali del Mediterraneo. Ma anche i grossi pelagici, come le ricciole, non mancano mai. A poppa estrema spicca una struttura metallica, forse una delle rampe di lancio delle b.t.g. (le bombe di profondità), che servivano per la caccia ai sommergibili. Il fumaiolo è divelto e adesso si trova sulla sabbia, appoggiato sul lato sinistro della nave; alcune torrette e cannoni sono ancora presenti e ben visibili, mentre la maggior parte degli armamenti furono smantellati nel porto di Palermo prima del traino verso Taranto.